
Nella scuola dell’obbligo una delle prove durante le ore di italiano consiste nel tema in classe.
Il professore detta dei titoli agli alunni, i quali devono comporre uno scritto che tratti dell’argomento.
Similmente, i nostri mezzi di informazione periodicamente scelgono dei fatti da trattare, decidono che rappresentano la questione più importante per il paese, e tutta la popolazione, dai bar ai blog, si occupa di tale argomento, che diviene principale oggetto di discussione tra persone colte e meno colte.
La televisione, in primis, fa le veci del professore che assegna un compito, e tutti vi si adeguano.
Argomenti che per giorni occupano la gran parte dei telegiornali, con svariati approfondimenti e gran sfoggio di opinionisti, passano in seguito al totale dimenticatoio, sostituiti da altri altrettanto effimeri.
Ecco quindi la questione sicurezza, l’emergenza stupri, il caso di Eluana Englaro, il delitto di Garlasco.
Tutta l’attenzione del pubblico viene canalizzata verso determinati fatti di cronaca, che vengono presentati quali questioni di centrale interesse, mentre in realtà rappresentano fatti marginali, se paragonati al complesso degli avvenimenti nazionali ed internazionali di gran lunga più importanti.
Mentre tutti i telegiornali, ad esempio, aprivano le loro edizioni e dedicavano metà della loro programmazione alla delicata vicenda di Eluana Englaro, una grande tragedia ma pur sempre privata, la crisi economica galoppava e centinaia di migliaia di persone, nella sola penisola, perdevano il proprio posto di lavoro, mentre l’intero impianto finanziario mondiale vacillava preludendo periodi ancora più difficili.
Così come la faccenda dell’ Alitalia, per diversi giorni presentata quale questione centrale nella vita del paese, per poi essere definitivamente accantonata.
Al punto che dopo tanto discutere, la notizia del fallimento della compagnia di bandiera pare non interessare più nessuno; davvero uno strano metro di giudizio.
L’indignazione degli italiani è come il latte. Fa presto a scadere. Come nel caso della nostra compagnia di bandiera: Alitalia. Che quest’autunno - per settimane, anzi mesi - è stata ospite fissa di prime pagine, tiggì e delle bocche degli italiani. E che ormai è già finita nel dimenticatoio. Un oblio che sa di lusso, visto che il suo salvataggio è costato svariati miliardi di euro. Ed un lusso che non tutti si possono permettere. Cosa che sanno bene le vittime dell’ennesimo crac e degli ennesimi bond.Chiaramente gli argomenti che catalizzano l'interesse delle persone vengono scelti in base al riscontro emotivo che possono generare.
Quale crac? Ma quello della compagnia di bandiera. Probabilmente se ne sono accorti in pochi. Ma la cosiddetta nuova Alitalia - quella privata, quella degli imprenditori patrioti (copyright: Silvio Berlusconi); insomma quella di Colaninno&co - è, sì, risorta come l’araba fenice. Ma dalle ceneri della vecchia, quella (semi)pubblica, perchè ancora controllata dal ministero del Tesoro. Che in compenso è finita in amministrazione straordinaria. Ovvero: è fallita. Lasciando con un palmo di naso migliaia di risparmiatori.
Non si tratta semplicemente di distrarre l’opinione pubblica da questioni scottanti ed imbarazzanti per i governanti, quanto piuttosto di plasmare il pensiero delle persone offrendo delle direzioni su cui confluire la propria capacità di ragionamento.
E’ una operazione sottile, dal momento che il potere più grande che si possa esercitare su di un individuo consiste nella capacità di direzionare i suoi pensieri.
Si tratta, in altre parole, del primo passo di un complesso meccanismo attraverso il quale, soprattutto per mezzo dei media, si ottiene quell’ipnosi di massa di cui tutti, in maniera diversa, siamo vittime.
post di Santaruina



15 commenti:
La realtà va analizzata ed è anche brutta, non ci si può nascondere dietro un dito, fa paura, ed è necessario averne paura per poterne uscire. Sarebbe ipocrita dire che non fa paura. Il fatto è che le tv sono maestre nel fermare il progresso personale alla paura, evitando in tutti modi di far avanzare verso il superamento della paura, non atttraverso altre notizie angosciose, ma utilizzando tutta una tecnica che va dalla cronologia delle notizie, ai suoni, ai modi in cui si da una notizia. Guardando un telegiornale ne esci impotente, ovvero con la sensazione di non potere fare niente, al limite con una indignazione, ma mai con lo slancio reale, quel fuoco dentro che ti spinge a cambiare, comprendere e migliorare. Chissà perchè?.....
Ciao
Sono d'accordo con Paolo!!! =)
bravo paolo!colto nel segno
ela,
come sopra
:)
Paolo ha perfettamente ragione. Va detto ancora forse che il fallimeento dell'Alitalia non é stato riportato dai media perché di fatto la notizia ufficiale era che la cordata voluta dal Cav. l'aveva di fatto salvata (facendo pagare a noi i debiti della stessa peraltro) per cui dire che era fallita era un'eresia sic....
Quanto al tentativo di manipolare le menti con i media oramai siamo ad una fase avanzata e ben collaudata che sta purtroppo dando i suoi frutti.
Basta guardare lo scempio che è diventato il Tg1 di Minzolini nella rete ammiraglia del servizio pubblico. Peggio persino del Tg1 di Riotta. Peggio persino del tg5 di Mimum.
Caro Sr,
fai bene a informare ciclicamente sulla follia televisiva, ma vorrei domandarti a quando una critica sulla follia scolastica e sulla follia delle industrie. Tutto ciò è infatti in relazione con un ceppo profondo di pensiero sociale, un unico ceppo che partorisce l'idea dell'istruzione di massa come modo per civilizzarsi così come partorisce l'idea della produzione globale come modo per sostenersi.
Il tutto si assiste con lo strumento della televisione, cioè attraverso le mediazioni o educazioni di massa.
Il problema non è la televisione, essa è lo strumento del problema. Abolito questo strumento, il problema rimane e troverà un altro strumento.
Qualcuno, d'un'alternativa, ne cantava, ma ormai non c'è più.
I versi erano questi:
"Gli aranci sono rossi, i limoni sono grossi lassù,
lassù nei verdi pascoli.
(...)
Non c'è da andare a scuola,
ti basta una parola lassù,
lassù nei verdi pascoli...
e ora non piangere perché
presto l'America finirà
con le sue stelle arrugginite
in fondo al mare."
P.s.: so che in realtà te ne occupi già solo per aver letto e commentato il mio articolo sulla produzione seriale, perciò non ti arrabbiare per la mia critica ;)
anzi so che l'apprezzerai.
daniele hai usato il termine adatto:
MANIPOLAZIONE
federico,
tu te ne intendi, è da parecchio che fai notare certe cose.
davinco,
io amo le critiche. Soprattutto le tue. Quando sarò in grado di fare ciò che chiedi, lo farò.
:D
hai letto dialettica dell'illuminismo di Adorno e Horkheimer?
caro amico sR,
ti ringraziamo per esserti unito al blog ultima epoca.
un abbraccio,
Giona
Cioè...non ho parole,davvero...te ne sono infinitamente grata....è stupenda la poesia...!
Grazie di cuore.
^_^
di nulla giona, a presto
luna, è un regalo. non ringraziarmi.
La tv è un deterrente umano globale.
La matrice del pessimismo cosmico..altro che Leopardi!
In più ti entra nella mente e la stravolge.
Prima lo faceva con la pubblicità.Ora tutto è pubblicità in un qualche senso.
P.S. Il 27 Gennaio è stato liberato anche il campo di Auschwitz, vero!
Penso che non potrà mai sparire dalla mia mente questo avvenimento.
Era già ben consolidato, ma dopo la visita ai Campi di sterminio, è ormai parte di me.
E' stato un ottimo giorno, quel 27 Gennaio e sono fiera di quella data.
Notte!:)
Te l’ho già scritto, Sr: puntuale. Puntuale come sempre.
In effetti la mia critica non è che un lacerto della critica tout court, totale, di Marx, la quale si sviluppa in diversi tempi e luoghi, con Adorno per esempio, ma pure con Marcuse, Pasolini e, per arrivare a noi, Baudrillard e, in vita, Negri. Hai subito notato l’analogia della mia discussione sulla produzione globale e sull’istruzione di massa (pieno illuminismo!) con l’opera del tedesco, e questo mi fa dire a chi leggerà questo commento di ascoltarti poiché possiedi un’intelligenza filologica formidabile.
ottimo post
ma oggi la tv la spegnerei
La coltivazione della mancanza di senso critico è la miglior arma di chi vuol continuare a detenere il potere.
La tv serve egregiamente a questo scopo ma certo, come dice Davinco, anche "abolito questo strumento, il problema rimane."
Problema che per me consiste (so d'usare un termine ormai demodè) nel capitalismo.
Certo, anche con una società socialista che non sia davvero tale (cioè che si limiti a creare un nuovo sistema economico-sociale e non pensi anche a costruire L'UOMO NUOVO) ci ritroveremmo d'accapo.
Tornando alla tv, essa dà la (falsa) idea di sedere ad un ideale caminetto, tenta di far passare l'idea di una comoda, rilassante convivialità.
Ma la crisi economica puoi imbellettarla finchè vuoi: prima o poi anche i trucchi e le manipolazioni televisive falliscono.
Bisogna accellerare questo "fallimento" e post come i tuoi possono aiutare. Molto.
Gramsci diceva che ormai la verità è come una donna da marciapiede di cui tutti vogliono proclamarsi i D'Artagnan. Non è certo questo il tuo caso!
Ciao.
giusto guernica, un deterrente umano GLOBALE!!!
davinco, si ma tu mi superi di gran lunga ;)
andrew, vedi di buttarla via e basta...
si sta meglio!
Riccardo,
io penso che alla fine sarà la Verità a scegliere, non noi.
Il fallimento di questo sistema arriverà, è inevitabile e più si cercherà di perpetrarlo più la fine sarà veloce.
a presto
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