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domenica 8 novembre 2009
sabato 7 novembre 2009
Intervista a Daniele Luttazzi

Di seguito trovate l'intervista rilasciata ultimamente da Daniele Luttazzi.
E' interessantissima. Soprattutto cercate di leggere tra le righe le parti che ho ingrandito. Buona lettura
Perché riprendere la parodia di Susanna Tamaro?
“In origine era uno spettacolo del ’96, l’autrice mi fece causa e la perse. La prima di una lunga serie. L’ho riscritto per più di metà, il tono è satirico-surreale. Il libro della Tamaro esprimeva tutti quei valori, per me decrepiti, che ne spiegavano il successo. Valori da spazzare via con la satira: si percepiva che portavano con sé qualcosa di fascistoide. Ora quei valori sono diventati un programma di governo. Un incubo esistenziale per molti. Non a caso adesso l’autrice scrive per Famiglia Cristiana”.
Lo spettacolo comincia con un’affermazione impegnativa: “Questo monologo celebra la fine del regno birbonico”.
“Con la bocciatura del Lodo Alfano, Berlusconi giustamente dovrà andare a processo. Tutto un sistema di potere che convergeva sulla sua figura si dissolverà come neve al sole. Credo verso marzo. Andremo a elezioni anticipate, governo tecnico, eccetera. Berlusconi è finito: do questa bella notizia ai lettori. Ora bisogna occuparsi di chi Berlusconi ce l’ha messo. Ovvero gli italiani. Berlusconi è l’ennesima espressione dell’eterno fascismo italico, che come un fiume carsico viene ciclicamente in superficie e provoca danni. Come diceva Petrolini quando qualcuno dal loggione lo importunava: “Io non ce l’ho con te, ce l’ho con quello accanto a te che non te butta de sotto”. Ecco: gli italiani sono quelli accanto a lui. Berlusconi è finito, il berlusconismo no”.
Se gli italiani restano malati di fascismo congenito, perché Berlusconi cadrà a marzo?
“Alcuni indicatori - settori della finanza, economia, politica, industria, Vaticano, USA- segnalano, come un aumento di radon dal sottosuolo, che Berlusconi anche per loro è superato. Da adesso fino a marzo sarà solo un problema di tempi tecnici. Berlusconi andrà a processo, verrà condannato e materialmente salterà. E’ stato già mollato. Servono altri personaggi, dicono Fini. Lo Stato, a quel livello cui noi non abbiamo accesso, non può permettere che uno come Berlusconi demolisca i fondamenti della Costituzione”.
C’entra anche l’immagine dell’Italia all’estero?
“Un po’ sì. Non è possibile che gli italiani siano diventati lo zimbello d’Europa per colpa di una persona malata, che ha problemi con le donne e con l’universo mondo. Questo però, attenzione, è solo l’epifenomeno. E’ molto più grave che Tremonti e Berlusconi, da un punto di vista economico, non abbiano fatto nulla per uscire dalla crisi economica. Assolutamente nulla, anche se il Tg1 di Minzolini non lo dice”.
Anche il Vaticano ha scaricato Berlusconi?
“Sì. La Chiesa è così: finché Berlusconi ha uno stalliere mafioso in casa, va bene. Falso in bilancio, corruzione, leggi ad personam: okay. Se però Berlusconi va a letto con una puttana, allora no, questo non si può fare. Spero che abbiano capito che non esiste una persona più profondamente anticattolica di Berlusconi. I suoi riferimenti sono altri, il suo stesso mausoleo non brilla certo per simbolismi cristiani”.
Lei non è mai stato tenero con il Pd. E’ diventato più indulgente dopo le primarie?
“No. Lo dicevo anche due anni fa, in due interviste a Repubblica e Unità. Stavano tirando la volata a Veltroni e mi chiesero cosa pensassi del Pd. Io risposi che il Pd era un’inevitabile stronzata. Tagliarono domanda e risposta. Il Pd è un progetto inconsistente e sbagliato. Anche la narrazione del Pd è inadeguata. Il Pd non sa chi rappresenta: a chi parla? Cosa dice? Non lo sa. Va sempre in televisione, ma parla a vanvera. Non ha alcuna efficacia. Sentire D’Alema che parla di “amalgama non riuscito” e vederli ancora impegnati nelle baruffe chiozzotte, non stupisce. Però, anche qua: perché un satirico due anni fa c’era arrivato e gli Scalfari no? Stanno ancora lì a fare propaganda”.
Chiederlo a lei fa un po’ ridere, ma esiste un problema di libertà d’informazione?
“Certo. All’origine di tutto c’è il conflitto di interessi berlusconiano. Inoltre, in Italia, la voce libera da appartenenze non ha accesso. Esistono clan di sinistra, clan di destra, chiesa, massonerie. Ciascuno difende interessi particolari. Io aspetto ancora che Repubblica faccia una seria inchiesta sulla Sorgenia di De Benedetti, sui progetti Sorgenia di produrre energia bruciando paglia o metano ad Aprilia e in Val D’Orcia. Oltretutto il progetto Aprilia fu autorizzato da Pierluigi Bersani, quando era ministro. E aspetto ancora che qualcuno chieda conto ai maggiori propagandisti italiani della guerra in Iraq, Giuliano Ferrara e Carlo Rossella, delle centinaia di migliaia di morti innocenti. L’ottava puntata di Decameron parlava di questo, ma mi hanno sospeso alla quinta”.
Internet è più libero?
“Su Internet ho enormi riserve. Innanzitutto è un Panopticon micidiale: i carcerati sono anche i carcerieri. Chi interviene in un blog, è osservatore e osservato. I suoi gusti sono monitorati sempre. La tua personalità viene trasferita interamente in Rete, fino al caso micidiale di Facebook. A quel punto non avrai più difese: c’è un’area del pudore che Internet violenta costantemente. Baudelaire diceva che l’artista è sempre quello che mantiene viva la sua vulnerabilità, la sua sensibilità. Quello che non viene ottuso dall’alienazione. Se non ti proteggi, ti offri alla violenza. Il web diventa uno spazio molto impudico. Inoltre il web favorisce il populismo, come dimostra il caso Grillo. Fra l’altro, la sua “democrazia dal basso” non è che marketing partitico in cui sono esperti quelli della Casaleggio Associati, la società che ne segue le mosse. Il modello è la guerrilla advertising del Bivings Group”.
Però almeno Grillo ha sciolto l’ambiguità: non più satirico, ma politico. Quello che lei gli aveva chiesto dopo il primo V Day.
“Sì e no. L’ambiguità non è stata risolta completamente. Grillo ha creato un partito. Da quel momento, ogni suo punto di vista è pregiudiziale. Fine della satira. Adesso i suoi sono comizi. A pagamento. La satira è politica, ma l’attività partitica è un’altra cosa. Al Franken, grande satirico, si è candidato coi democratici, ora è senatore, e ha subito smesso di fare spettacoli satirici. Grillo no”.
Il satirico, in tutto questo, che ruolo ha?
“Far ridere commentando i fatti. Quando funziona, i bersagli non ridono. Il satririco inquadra il problema e lo mette in prospettiva. Non dà indicazioni su come comportarsi o dire per chi votare, ma fa sì che ognuno si interroghi e cominci un percorso personale di approfondimento. L’arte fa questo: ha tempi più lunghi della politica, ma è inesorabile. Rimane. La satira ha il ruolo della poesia: apparentemente nullo. Ma bisogna credere in ciò che si fa. Poi, una volta scoperte certe cose, il pubblico potrà anche rimpiangere il Matrix di prima, perché magari aveva un buon sapore. Ma il compito del satirico resta quello: provare a svelare il Matrix”.
Molti satirici si sono avvicinati a Di Pietro. Lo stesso Travaglio, da lei “lanciato” in tivù, non lo nasconde. Luttazzi no. Perché?
“Sarebbe un atteggiamento di parte. La satira non è propaganda per questo o quel partito. Con la sua arte, il satirico ricrea un’agorà in cui suggerisce dubbi e lascia liberi di decidere. L’arte ha tempi più lunghi della politica, ma è inesorabile. La satira ha una sua nobiltà, di tipo artistico, molto più potente della semplice denuncia partitica. L’artista è il primo che deve mettersi in discussione, non deve credere di avere sempre ragione. Si tratta di rispettare il pubblico, non di plagiarlo. Io ho ricevuto una solida educazione cattolica. Agli inizi mi capitava di dire battute sulla religione che mi facevano molto ridere, anche se non le condividevo ideologicamente. Dopo vent’anni, ho scoperto che quelle mie battute avevano ragione. Devi fidarti della piccola verità che c’è in una risata. La satira ti rende terzo a te stesso”.
Tutte queste cose, lei potrebbe dirle da Santoro, ma non ci va. Non potrebbe sfruttare lo spazio come Sabina Guzzanti?
“E’ una buona obiezione, ma io conosco il potere del contesto. Ho rifiutato anche Celentano e la conduzione di Sanremo: certi contesti sono più forti di te. Basta leggere McLuhan. Se vai a Sanremo, sei Sanremo. Non sei tu”.
Michele Santoro non è Sanremo. C’è Vauro, c’è Travaglio.
“Vero, ma anche lì c’è un contesto. Santoro è in onda per ordine di un giudice. La dirigenza Rai ha detto esplicitamente che, se potesse, lo farebbe subito fuori. Io non vado in un posto che è una riserva e un altro deve garantire per me. La satira è libera. Quando accetti anche solo un controllo minimo, hai accettato un limite alle tue opinioni. La satira non può avere limiti, a parte quelli di legge”.
Tutto bello, ma così lei si preclude una fetta smisurata di pubblico.
“Non faccio satira “per andare in tv”. Ci vado se posso fare satira. La satira è come un’arte marziale. Quando porti il colpo, la forza che ci metti è l’ultimo dei problemi. Posso colpirti con molta più efficacia col minimo di potenza, se so il fatto mio. Infatti io non colpisco mai a vuoto. A differenza del Pd”.
venerdì 6 novembre 2009
mercoledì 4 novembre 2009
Arrugginire in pace
Mala tempora currunt, direbbero i romani. I tempi che si avvicinano sono proprio mala. Molto mala.
Crisi Economica
I governi ancora sostengono le banche, responsabili del collasso. La Bank of England ha dovuto salvare altri due istituti a spese dei poveri sudditi britannici.
A parte tutti i segnali che si rimbalzano ormai da non so quanto la crisi non è finita e il sistema è al collasso. E' questione di tempo, la bolla non la puoi soffiare all'infinito.
Influenza
Punto di non ritorno, nonostante anche le fonti nazionali abbiano ammesso che il vaccino potrebbe essere non sicuro, è necessario vaccinarsi.
Con stupore si legge sul corriere.it che:
gli over 65 non hanno bisogno del vaccino. Ma non erano categorie a rischio? No,no loro già hanno avuto contatti con un virus simile (!!!). Ergo, ammissione di modifica del virus della spagnola in laboratorio. Ma spero tanto di sbagliarmi.
Morti nelle carceri
La licenza di uccidere è prassi abituale gli esempi sono numerosi. E se come Carlo Vulpio analizzassimo i legami tra Trattato di Lisbona e licenza di uccidere tacita?
Ci aspetta un Europa democratica dove i diritti dell'uomo hanno la tutela di una bella Corte che si fonda su una carta (la CEDU) che prevede il diritto di togliere la vita all'interno di un vergognoso protocollo.
Cielo tossico e malattie
E se l'inquinamento dei cieli fosse un nuovo modo di debilitare gli essere umani? Lettura lunga e facoltativa.
Chiudo con parole di speranza perché è quanto mai opportuno ripartire da noi stessi dato che la vera protezione contro tutto ciò che di malvagio ci circonda siamo solo noi.
"Per una scodella d'acqua, rendi un pasto abbondante; per un saluto gentile, prostrati a terra con zelo; per un semplice soldo, ripaga con oro; se ti salvano la vita, non risparmiare la tua. Così parole e azione del saggio riverisci; per ogni piccolo servizio, dà un compenso dieci volte maggiore: chi è davvero nobile, conosce tutti come uno solo e rende con gioia bene per male."
Mahatma Gandhi
martedì 3 novembre 2009
Voi che non vediamo
Anche per Niki vogliamo 5 periti!
Anche per Niki vogliamo approfondimenti!
E anche per gli altri!
Tanto pagherete caro, voi che non vediamo...
lunedì 2 novembre 2009
Un'altra epidemia alle porte?

Ancora non se ne sa molto ma pare che in Ucraina stia diffondendosi un virus influenzale molto fastidioso. E' altamente infettivo ma poco letale stando alle dichiarazioni dei media locali.
In Italia la notizia ancora non è stata diffusa. Staremo a vedere.
Per riferimenti vedere: Nuova misteriosa epidemia in Ucraina occidentale a un passo dall'UE, WHO Statement On The Ukraine Flu Outbreak, Ukraine flu epidemic to create emergency situation in Hungary.
E andremo avanti così, di epidemia in epidemia...
venerdì 30 ottobre 2009
Letture di fine settimana
Lascio dei link interessanti per i miei affezionati lettori... studiate e lunedì ne riparliamo. Ah, ascoltate la canzone!
E Niki Aprile Gatti?: ovvero del perchè E' ASSOLUTAMENTE VIETATO parlare della sua storia, mentre quella di Stefano Cucchi può essere affrontata. Annozero è una trasmissione ipocrita.
Il grande inganno: da Maastricht a Lisbona: ovvero del come le sovranità nazionali saranno a breve lettera morta e la sovranità del popolo passerà a un insieme di personaggi NON eletti da NESSUNO.
Liberiamoci da Sigmund Freud: ovvero del come Freud ha avvelenato i nostri pensieri.
Il cambio di passo e la figura (retorica) dello "stronzo": ovvero del come è tutto un tran(s) tran(s), la crisi è finita (?) et similia.
A lunedì
giovedì 29 ottobre 2009
mercoledì 28 ottobre 2009
Davvero solo mafia? Parte III

Volevo scrivere un post al riguardo ma le parole dell'Abate Vella sono semplici, chiare e taglienti.
Davvero solo mafia? La mia domanda inizia ad avere sempre più una sola risposta:
NO
da Il Consiglio
Non ci sono più dubbi: la resa dei conti è vicina. Vicinissima. Il collasso finale dell'occidente, ed insieme il collasso finale di quella creatura posticcia che è l'Italia frutto del risorgimento sono a pochi passi da noi.
Piero Grasso ha riaperto un armadio dove si nasconde un pesante scheletro:
«Rimane però l'intuizione, il sospetto, chiamiamolo come vogliamo, che ci sia qualche entità esterna che abbia potuto agevolare o nell'ideazione, nell'istigazione, o comunque possa aver dato un appoggi all'attività della mafia» (Attentato a Falcone, Grasso rilancia: “Resta il sospetto di un'entità esterna”, Corriere.it 27 ottobre 2009)
Riaperto. Perchè Grasso ha sempre sostenuto questa posizione, anche se i commentatori più attenti hanno fatto sino ad ora sin troppa attenzione a non commentarla per niente.
Il 9 novembre del 2008, all'inaugurazione dell'istituto superiore di tecniche investigative dell'Arma a Velletri aveva detto:
“La mafia pur avendo sempre avuto interessi propri è stata anche portatrice di interessi altrui: in tantissime occasioni entità esterne hanno armato la sua mano”
E prima ancora nel 2001, in un libro intervista (“La mafia è vicina alla vittoria”, Corriere della sera, 20 maggio 2001):
«Entità esterne, almeno in tantissime occasioni, hanno armato la sua mano. La convivenza tra Cosa Nostra e il sistema di potere, e quindi la politica, è molto di più di una semplice ipotesi investigativa. Ecco perché considerare Cosa Nostra un anti-Stato si è dimostrato un grossolano errore. Cosa Nostra molto spesso è stata lo Stato.»
(vedi anche il post “Il Vangelo secondo Giuffrè”)
Oggi Grasso ripropone rafforzandola la sua visione dei fatti, agganciandola al delicato momento politico. Pochi giorni fa lo avevamo sentito quasi giustificare la trattativa tra stato e cosa nostra come necessaria ad evitare che altro sangue fosse versato. Dopo le false rivelazioni del presunto pentito Spatuzza, assistiamo ad un rilancio, come sottolineato dal titolo del Corriere.
Con questo intervento apre completamente il campo, affermando implicitamente che la trattativa non era con Cosa Nostra ma con una “Entità” più potente, più vasta. Un intervento importante non tanto per i risvolti penali, ma prevalentemente per quelli politici. Come Falcone prima di essere assassinato, anche Grasso oggi sta puntando il dito in direzione opposta a quell'area di potere formata dal Vaticano, dalla P2 e da un altra forza sommersa che finalmente sta tornando a vedere la luce dopo quasi 200 anni di buio, ed alla quale lo stesso Grasso appartiene: il Regno di Sicilia.
Sorprendentemente, un giornale ufficiale (SiciliaInformazioni.com) raccoglie il suggerimento ed ha il coraggio di spiegare cosa vuole dire il procuratore:
Quando si accenna ai collegamenti internazionali, il pensiero – da queste parti – corre agli Usa, dove la mafia siculo-americana è stata il trait d’unione storico con Cosa nostra siciliana. Non è un mistero per nessuno che i collegamenti fra mafia e politica sono passati attraverso le consolidate abitudini delle autorità americane, abitudini che hanno origine agli inizi del secolo scorso.
Se la stampa può scrivere qualcosa del genere, allora vuol dire che veramente stiamo per voltare pagina.
Queste domande, finora senza risposta, hanno indotto ad analizzare anche il contesto storico in cui il terrorismo mafioso misurò la sua forza di fuoco. Ebbene, quella fu la stagione in cui il potere – politico, finanziario, economico – in Italia cambiò profondamente, e venne firmato il trattato di Maastricht che avrebbe reso l’Europa padrona del gioco nelle contrattazioni finanziarie internazionali.
Così SiciliaInformazioni.com chiude il pezzo (“Il dubbio di Grasso, entità esterne nella strage di Falcone a Capaci. Ma allora, la trattativa con lo Stato chi la condusse?” , 27 ottobre 2009).
Il vortice sta risucchiando tutto.
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Il Vangelo secondo Giuffrè
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