Oggi Carmelo Bene tratterà del tempo...
mercoledì 10 febbraio 2010
martedì 9 febbraio 2010
La cultura
Da oggi, per alcuni giorni, parte un piccolo itinerario volto alla riscoperta di un genio: Carmelo Bene.
Lui, che non è mai esistito ci aiuterà a continuare ad occuparci della non-esistenza.
Oggi si parla di cultura.
Lui, che non è mai esistito ci aiuterà a continuare ad occuparci della non-esistenza.
Oggi si parla di cultura.
lunedì 8 febbraio 2010
mercoledì 3 febbraio 2010
Per Giuseppe

Circa un anno fa moriva Giuseppe Gatì, cittadino libero, come amava definirsi.
Giuseppe era innamorato della sua terra, la Sicilia: per lei si batteva, per lei si arrabbiava, per lei sperava. Aveva un sito internet Giuseppe, ma oggi non è più visibile. Io non permetterò che cada nell'oblio la memoria di questo mio amico sconosciuto ma così vicino.
Dalla sua morte la sua foto è stata inserita sulla sinistra del mio blog, insieme a tutti quelli che ammiro. Giuseppe era uno di loro. Ma oggi non c'è più.
Io lo ricordo e ne parlerò ancora affinché possa restare sempre con noi.
Ciao Giuseppe
Rockpoeta on the road
Oggi voglio condividere questa iniziativa di Daniele e L'Incarcerato.
Sarà un viaggio molto duro ma pieno di speranza. Ogni martedì ricordate di sintonizzarvi sul blog di Daniele, L'Agorà del Rockpoeta
lunedì 1 febbraio 2010
Commenti liberi
Oggi sono tornato da un bel viaggetto e ho maturato l'idea di questo post.
E' una prova, magari non piacerà, ma vorrei provare.
Lascio ai voi i commenti, nel senso che non c'è un argomento specifico. Ognuno di voi che passerà dalle mie parti potrà fornire i suoi spunti di riflessione.
Ogni volta che commentate un mio post riesco a scoprire cose nuove o a rispolverarne di vecchie. Quindi vi chiedo di dirmi ciò che vi passa per la mente, ciò che vorreste dire a qualcuno ma non lo fate, ciò che vi piace del mio blog, del sottoscritto ecc...
Fornite pure link o approfondimenti di qualsiasi genere e magari troveremo gusto nel parlarne.
A voi dunque, spero raccogliate il mio invito, altrimenti continuerete a sorbirvi il mio "flusso di coscienza".
A presto
mercoledì 27 gennaio 2010
Un giorno per ricordare
Oggi è un'anniversario triste. Ricordiamo una giornata che ha segnato una delle tante vergogne che l'umanità dovrà pagare alla fine dei tempi.
Ma è solo una delle tante vergogne, è solo una delle tante barbarie compiute dall'uomo sui suoi simili. Purtroppo, la nostra storia è costellata di tali eventi. E sono convinto che un giorno dovremo pagare per tutto ciò, sebbene non siamo stati noi a compiere tali massacri.
Quando l'uomo ha posto come suo vessillo l'odio, l'ideologia (qualunque ideologia), la sopraffazione allora l'uomo ha perso; e ha compiuto stragi, in nome di Dio, in nome della propria ideologia, in nome del Denaro, in nome del Male.
Quindi, oggi ricordo tutte le vittime dell'uomo, tutta l'umanità sopraffatta dal proprio simile. Ogni giorno dovremmo rendere grazie per la nostra possibilità di vivere e di poter rendere la nostra vita utile al prossimo. E invece ogni giorno lo bastoniamo, lo sbeffeggiamo, lo torturiamo.
In nome di cosa? In nome di chi?
L'uomo tra le sue libertà non ha quella di privare la vita ad un suo simile. Eppure continua a farlo.
Così morendo lentamente, giorno dopo giorno.
Stragi di popoli (maya, pellerossa, ebrei, zingari, slavi, cinesi, italiani ...), stragi di persone (in Italia, negli Usa, in Africa...), stragi di uomini.
Questa è la memoria storica che abbiamo. E non mi sembra motivo di vanto per la nostra specie.
martedì 26 gennaio 2010
Morte di Normale Brutalità (Di Marco C.)
Negli ultimi nove anni nelle carceri italiane sono morte 1.310 persone (circa), di cui 1/3 per suicidio, nel 2008 fino al 24 ottobre sono morte circa 102 persone, 22 morti di cui la causa è da accertare, mentre 39 per suicidio!
Nelle carceri italiane si muore anche per sciopero della fame!
Nelle carceri italiane si muore in una sola notte!
In Italia si muore massacrati senza sapere bene il perche'...!!!
A Riccardo Rasman e ai suoi occhioni azzurri.
A Federico Aldrovandi e ad Aldo Bianzino.
A Niki Gatti e a Marcello Lonzi...,
a tutte le vittime di normale brutalità!
Nelle carceri italiane si muore anche per sciopero della fame!
Nelle carceri italiane si muore in una sola notte!
In Italia si muore massacrati senza sapere bene il perche'...!!!
A Riccardo Rasman e ai suoi occhioni azzurri.
A Federico Aldrovandi e ad Aldo Bianzino.
A Niki Gatti e a Marcello Lonzi...,
a tutte le vittime di normale brutalità!
lunedì 25 gennaio 2010
Pesciolini in una rete di squali

Una rete nella rete, ossia una scatola all'interno di un'altra scatola oppure un recinto all'interno di un altro recinto. Questo è Facebook.
Ma prima di parlare di Facebook farò una breve premessa.
Se è vero che Internet è la Rete (a meno che tu non sia l'hacker con le conoscenze più avanzate di networking e hacking) qui sei e qui rimani. Le tue tracce restano per sempre in server che conservano, catalogano e separano minuziosamente le informazioni. Google è campione del mondo di raccolta informazioni ma, purtroppo, è esso che ci ospita ed è sempre esso a rendere le nostre giornate di naviganti meno faticose. Cerca su Google... e passa la paura.
Con un minimo di anticorpi si può rendere la propria permanenza nella Rete meno faticosa e meno pericolsa in termini di riservatezza, ad esempio usando proxy (per celare il nostro vero ip, ma come ripeto a meno che non siate esperti sarete molto spesso rintracciabili), utilizzando motori di ricerca che non trattengono le vostre informazioni (tipo ixquick), imparando ad usare linux così da aggirare tutte le manovre che windows compie a vostra insaputa quando siete su internet (eh si se qualcuno non lo sapesse ci sono molti programmini in background che fanno i fatti loro).
Ora veniamo a Facebook e vi consiglio di guardare questo video.
Come disse un mio professore, gli utenti di Facebook sono polli di batteria. In modo autonomo svendono le loro informazioni a Facebook (che poi chi è sto Facebook?), le loro preferenze, i loro gusti, le loro emozioni ecc... Addirittura si può anche coltivare la terra e fare l'allevatore su Facebook, con una applicazione chiamata Farmville. Vi rimando a questo post per quanto riguarda Farmville: Braccia rubate all'agricoltura. Io li spedirei veramente nei campi a cavare le patate, a piantare pomodori, raccoglierli, curare le verdure ecc... Non ci sarebbe nemmeno più bisogno di sfruttare gli immigrati.
Dicevo che Facebook è una rete nella Rete più grande. Dopo la mia disamina è chiaro dove voglio arrivare. Svendere se stessi in quel posto non è il massimo, come per la Mamma Rete ci vogliono gli anticorpi. Quindi, se proprio dovete usarlo, evitate al minimo di fornire le vostre informazioni, condividire le vostre foto, la vostra vita. Facebook è un luogo virtuale, dove puoi avere tutti gli amici del mondo per la teoria tutti amici nessun amico. Tanto è normale che si parli sempre con gli stessi anche lì. Occhi aperti, siamo solo dei pesciolini noi, mentre Mamma Rete e le altre reti sono piene di squali.
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